Un altopiano lunare, un labirinto sotterraneo

Geologia

Un altopiano lunare, un labirinto sotterraneo

Montagne di rocce sedimentarie “covate” da un antico mare caldo 200 milioni di anni fa, sul cui fondale si sono deposti innumerevoli microorganismi, che hanno formato le pareti di grigio calcare.

Parco del Marguareis: la capanna sociale Morgantini del Gruppo speleologico Alpi Marittime del CAI di Cuneo | Archivio APAM

Il Parco naturale del Marguareis si estende sulle alte valli Pesio e Tanaro e abbraccia il massiccio omonimo, situato nel cuore delle Alpi Liguri.
Le Alpi Liguri sono il sotto-settore delle Alpi Marittime che si estende per convenzione dal Colle di Cadibona al Colle di Tenda. Sono montagne di rocce formate dai sedimenti che si sono depositati sul fondo di un antico mare caldo 200 milioni di anni fa. Strato dopo strato, sono nate le pareti di grigio calcare su cui oggi passeggiamo, emerse 38 milioni di anni fa. Una volta esposto all’aria e alla luce, l’antico fondale diventato altopiano è stato modellato dall’acqua e dal tempo, per millenni. L'acqua infatti aggredisce e scioglie il carbonato di calcio contenuto nel calcare, incidendolo, erodendolo, scavandolo. Le fessure della roccia sono così diventate gallerie, pozzi, saloni grandi talvolta come campi da calcio: si sono formate le grotte, le radici del cielo.

L’intero massiccio del Marguareis, che rappresenta il cuore del Parco naturale, rappresenta uno degli esempi più suggestivi di carsismo d’alta quota d’Italia e d’Europa. Sia le forme glaciali (derivate dall’azione di modellamento di antichi ghiacciai) sia le forme carsiche (derivate dall’azione di modellamento operata dall’acqua sulle rocce calcaree) sono inserite in un contesto molto speciale: l’assenza di copertura vegetale rende infatti queste montagne un libro di geologia a cielo aperto, dove ammirare la paziente “partita” giocata nel corso di milioni di anni dalla roccia, dall’acqua e dal tempo.

La morfologia superficiale attuale, quella che chiamiamo la base del “paesaggio”, è il risultato di un dramma in tre atti: i ghiacciai sono intervenuti durante l’ultima glaciazione (II atto) su superfici carsiche già esistenti (I atto), in seguito sulle forme glaciali si è nuovamente esplicata l’azione carsica (atto III) che risulta quindi, in superficie, successiva all’ultima glaciazione.

Dal punto di vista speleologico, le Alpi Liguri rappresentano un universo sotterraneo che cela ancora molti segreti. Il complesso di Piaggiabella, con oltre 43 km di sviluppo e quasi 1 km di profondità, è la principale cavità del sistema: sembra sfiorare senza incontrarla la grotta di Labassa (15 km di sviluppo per oltre 500 m di profondità): trovare la congiunzione tra le due “dame” del Marguareis è il sogno di ogni speleo ligure e piemontese. Tutto intorno al Colle dei Signori si estendono oltre 60 chilometri quadrati di territorio carsico e sotto di esso molti chilometri ancora di gallerie naturali.

Ultimo aggiornamento: 23/12/2022

Le Alpi Liguri: alte vette e abissi profondi

Montagne

Nelle Alpi Liguri può succedere che qualcosa sia nascosto anche sotto ai monti: è in questo tratto che le Alpi Liguri offrono al cielo le vette più alte, celando gli abissi più profondi.

Valle Pesio e Valle Tanaro

Geotour del Marguareis

Un viaggio lungo 300 milioni di anni nella storia della Terra nell'itinerario autoguidato realizzato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università e dal CNR-IGG di Torino.

Calcari e quarziti

Massiccio del Marguareis

Sedimento su sedimento, nel corso di milioni di anni, si sono formati il Massiccio del Marguareis – altopiano di roccia calcarea permeabile all’acqua – e il basamento impermeabile su cui poggia.

Solchi nella roccia

Forme carsiche

Quando l’acqua e il tempo intervengono su quella roccia particolarmente aggredibile sia chimicamente che fisicamente che è il calcare, ecco che nascono forme inconfondibili.

L'impronta di antichi ghiacciai

Forme glaciali

Quali forme ha assunto il paesaggio dove i ghiacciai ci hanno messo lo zampino?

Un reticolo invisibile agli occhi

Acque

Il Massiccio del Marguareis è caratterizzato dall’assenza di un reticolo idrografico superficiale: non ci sono notevoli corsi d’acqua né laghi se non effimeri o prossimi all’estinzione.

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