Cima delle Saline

Cima delle Saline da nord-est | R. Pockaj

Un’onda di roccia colta nell’attimo prima di frangersi sull’alta Valle Ellero: questa è la Cima delle Saline vista da nord-est. Terza elevazione delle Alpi Liguri (2621 m), la sua vetta arrotondata si annuncia già da lontano. Per conquistarla è possibile affrontare impegnative salite alpinistiche dedicate agli amanti del terrain d’aventure (e del calcare friabile) sulle pareti nord e nord-est, oppure si può optare per la normale ascesa escursionistica dal Passo delle Saline (itinerario classico, difficoltà E) oppure dal Vallone delle Masche (il vallone delle “streghe”). Il secondo itinerario - poco segnalato e con un passaggio esposto all’imbocco del vallone - risale una valle sospesa e solitaria, spesso velata di nebbia, dove le forme carsiche giocano a incantare la fantasia di chi cammina.

Si racconta che un tempo molto lontano, in un’epoca in cui le montagne erano diverse da come le conosciamo oggi, una strega, masca Salina, si fosse innamorata di un bel pastore della Val Ellero. Vissero felici per qualche stagione d’alpeggio, finché un’estate il giovane annunciò alla strega che di essersi fidanzato con una ragazza della valle Ellero. Innamorata, gelosa e disperata, masca Salina fece un incantesimo: trasformò il ragazzo in una grande montagna - il Marguareis (il profilo del volto si distingue ancora osservando la montagna da ovest) e gli si sdraiò accanto sul fianco, diventando la Cima della Saline.

Se non si vuole cedere alle lusinghe della leggenda, si può ascoltare quello che tramanda la storia: ovvero che dal Passo delle Saline transitasse un’antica via del commercio del sale tra la riviera e la montagna. Quello che è sicuro è che nelle giornate serene è bello indugiare a lungo sui prati sommitali, mentre lo sguardo vagabonda libero sul mare, sulla pianura cuneese, sul profilo azzurro delle Alpi Marittime.