Forme glaciali

L'impronta di antichi ghiacciai

Panorama sul Marguareis dalla cima di Pian Ballaura. Roberto Pockaj.

Ma quali sono le principali morfologie glaciali? Detto diversamente, quali forme ha assunto il paesaggio dove i ghiacciai ci hanno messo lo zampino? Le tracce più evidenti lasciate dai ghiacciai sono di due tipi:

1. Forme di modellamento, dove il ghiacciaio è intervenuto incidendo con il proprio peso e movimento la montagna:

  • circhi glaciali: grandi anfiteatri di roccia, nicchie scavate nei fianchi delle montagne a forma di “poltrona a bracicoli” visibili sulle principali testate delle valli (Punta Marguareis, Cima Scarasson, Cima Palù, Cima Pian Ballaur);
  • conche di escavazione glaciale: bacini scavati dai ghiacciai e in parte riempiti in seguito da depositi fluvio-colluviali (la Conca di Piaggiabella con i suoi massi erratici, Conca del Solai, Selle di Carnino, Gias dell’Ortica);
  • spalle di valli glaciali: si tratta di valli laterali, dove un ghiacciaio di minore spessore ha scavato con minor forza, lasciando dietro di sé solchi secondari, localizzati lungo i fianchi delle valli principali (Vallone dei Maestri; Conca delle Carsene);
  • soglie e gradini di modellamento bruschi cambiamenti di pendenza del versante, segnati da un netto dislivello fra due piani. Segnano generalmente l’antico limite tra la zona di accumulo o ricarica del ghiacciaio e la zona di erosione (Gola della Chiusetta, Passo delle Mastrelle, Passo Baban);
  • rocce montonate: dossi di dimensioni variabili levigati dal passaggio dei ghiacciai, con il lato contro la corrente glaciale (a monte) arrotondato e quello sottocorrente (a valle) ripido. Sono sparse un po’ dovunque (gli esempi più significativi si trovano sui calcari bianchi del Malm nel Vallone dei Maestri o nella parte centrale della Conca delle Carsene);
  • verroux: rilievi che rappresentano i relitti della distruzione del fondovalle ad opera del ghiacciaio e che si alzano improvvisamente sopra di esso, come sentinelle (Selle di Carnino, Conca di Piaggia Bella, parte bassa della Conca delle Carsene).

  • 2) Forme di deposizione o accumulo glaciale, che il ghiacciaio ha creato nel suo incessante sbriciolare, trasportare e “parcheggiare” la roccia scavata delle montagne:
  • cordoni morenici
  • : costituiscono grandi accumuli di detrito (argilla, limo, sabbia, ciottoli e blocchi) “ammucchiati” dai ghiacciai (si possono osservare alle testate della Valle Tanaro, presso Carnino e della Valle Pesio, sopra alla Certosa);
  • rock glacier: masse di detriti “gelati” e formati da piccoli nevai e ghiacciai scomparsi solo di recente: se ne conserva memoria nella Conca di Piaggia Bella e alla base delle pareti del Marguareis;
  • massi erratici**: grandi blocchi di roccia “autostoppisti”, caduti sul ghiacciaio che si sono fatti “dare un passaggio” sul suo dorso, finendo anche a grandi distanze dal luogo da cui si erano distaccati (Conca di Piaggia Bella, parte centrale della Conca delle Carsene, limite meridionale della Gola della Chiusetta). Tra i più famosi il “Cappello di Napoleone” nei pressi del Passo delle Mastrelle.