Popolazione in alta Val Tanaro

In alta Valle Tanaro, le popolazioni che si erano rifugiate al fondo della lunga e tortuosa alta valle del Rio Negrone negli insediamenti di Upega e Carnino, erano in rapporto stabile con Briga Marittima (in Val Roya) per questioni legate allo sfruttamento di terre e pascoli e con la Liguria per il commercio lungo le Vie del sale.

Come anche in Val Pesio, a Upega, Carnino (frazione di Briga Alta) e Viozene (frazione di Ormea), la popolazione, concentrata in nuclei organizzati ai margini delle zone prative, si insedia stabilmente a partire dal Medioevo. A Upegacolpiscono il visitatore le grandi case, spesso munite di contrafforti, con ambizioni di gotico nella loro semplice verticalità, ingentilite da aerei balconi in legno, rivelano l’influenza dell’architettura elegante dei signori di Briga. I conti Lascaris, signori di Briga (quelli che danno il nome al “Colle dei Signori”, per intenderci), attribuirono infatti sempre molta importanza alle arti e all’architettura.

Come il comune di Chiusa di Pesio, anche il comune di Briga raggiunge il suo massimo di popolazione nella seconda metà dell’Ottocento. Da allora, analoghe difficoltà strutturali legate alla scarsità di risorse in rapporto a una popolazione troppo numerosa spingono molte persone a migrare. Il censimento del 1871 conta 1361 abitanti: è l’acmé, cui segue una decrescita a dir poco vertiginosa. Dieci anni dopo gli abitanti sono soltanto 713, un brigasco su due ha lasciato il suo paese. Il declino demografico del paese non si arresta nei decenni successivi – che vedono nel 1947 il comune di Briga marittima diventare comune di Briga Alta dopo il passaggio dei territori siti in Val Roya alla Francia - per arrivare ai 48 abitanti del 2011. Un ulteriore “colpo basso” della sorte lo ha assestato nel novembre 2016 l’alluvione che ha provocato danni enormi alla viabilità del comune e a parecchi edifici.