Popolazione in Valle Pesio

La storia della Valle Pesio è segnata da un evento che incide profondamente e per secoli sul paesaggio e sull’andamento demografico del territorio: l’insediamento dei Padri Certosini, l’edificazione della Certosa in alta valle (1173) e il successivo costituirsi di un fiorente piccolo impero agricolo, artigianale e commerciale, che causano un vero e proprio "boom" demografico in valle. Fino al 1200, infatti, la valle doveva essere praticamente disabitata: pastori, cacciatori e boscaioli la frequentavano nella bella stagione per lavorare, costruendo ricoveri temporanei o adattando a frugale abitazione le barme, gli anfratti naturali esistenti, utilizzando pietre, frasche e zolle erbose. I primi insediamenti, ancora precari, vengono fondati nelle fasce di fondovalle in prossimità della strada e del torrente Pesio.

Nel Quattrocento, conflitti ed epidemie, insieme con le ricorrenti avversità atmosferiche (siccità, grandinate, inondazioni) determinano lo spopolamento di campagne e montagne a partire dagli appezzamenti meno fertili, più lontani dai centri abitati e dalle vie di comunicazione. Molte aree marginali, coltivate all’epoca della maggiore pressione antropica, vengono riconvertite in pascoli o abbandonate all’incolto.

A partire dal Cinquecento, con la fine delle ostilità fra il Comune di Chiusa e la Certosa, gli insediamenti precari si consolidano e ne sorgono di nuovi sui versanti meglio esposti e sui poggi, in prossimità di sorgenti d’acqua e di vie di comunicazione. Il territorio viene occupato in forma sparsa: si costruisce là dove l’esposizione e le linee di massima pendenza lo consentono. Una fitta rete di sentieri e di carrarecce collega i vari nuclei: sono gli stessi sentieri che ancora oggi percorriamo durante le escursioni in media valle.

Nel Seicento, la situazione è ormai più stabile: la fascia pedemontana, posta al di sotto dei pascoli e delle foreste in quota, ha visto crescere in Valle Pesio una società di piccoli coltivatori, pastori, boscaioli, fabbricanti di ceste, carbonai, conducenti di muli, ma anche, non di rado, di cacciatori di frodo, contrabbandieri e banditi inseriti in un contesto economia di sussistenza. Fonti non secondarie di cibo rimanevano la caccia e la pesca.

Nel Seicento i vari nuclei si organizzano dandosi una prima identità: si costruiscono le prime chiese, mentre nuovi insediamenti si diffondono nella valle, strappando ai boschi terreni per i pascoli e i coltivi.

Alla fine dell’Ottocento la popolazione raggiunge il suo picco demografico: quasi 8000 abitanti (censimento del 1881). Si è costruito ormai dappertutto, anche nei punti meno favorevoli. Nonostante un utilizzo parsimonioso e puntuale, le risorse della montagna non sono sufficienti a mantenere tutto l’anno una popolazione così esuberante: per restare in equilibrio sull’alpe occorre allora che una parte della popolazione emigri in inverno in riviera o nella piana. Quando nemmeno l’emigrazione stagionale è sufficiente a sfamare le bocche in sovrannumero, inizia la stagione delle migrazioni permanenti verso la Francia o l’America.

Come ovunque nelle Alpi cuneesi, a partire dai primi decenni del Novecento, si manifestano i sintomi di un decremento demografico che si è arrestato solo di recente. Le borgate di media e di alta valle perdono velocemente abitanti: qualcosa si è rotto irreparabilmente nell’equilibrio fra persone e risorse in questa parte di terre alte nel passaggio dalla società agricola a quella industriale. Come scrive il famoso geografo e profondo conoscitore delle Alpi Marittime Werner Bätzing, «la società agricola era caratterizzata dal fatto che tutte le risorse primarie delle Alpi venivano capillarmente utilizzate con diversi gradi di intensità. Con l’industrializzazione si afferma invece una profonda svalutazione di queste risorse». La pianura offre allora nuove possibilità di impiego più redditizie nel nascente settore della grande industria e condizioni di vita meno severe. La Valle Pesio conta oggi circa 3700 abitanti, di cui la maggior parte risiede tuttavia nel capoluogo di Chiusa Pesio, che ospita tutti i servizi essenziali per i cittadini: affacciata sulla pianura e a un’altitudine collinare, il piccolo centro ha risentito in modo meno drammatico del forte spopolamento. Una delle frazioni, San Bartolomeo, ha conservato una sede distaccata della scuola dell’infanzia.