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La via del Sale

Itinerario di collegamento tra Piemonte e Liguria molto utilizzato nei tempi antichi  per gli scambi commerciali e per la facilità di transito. Le merci principali erano il sale, l’olio ma anche vino, aceto e cereali.

La prima tappa

Rastello - Upega

La traversata ha inizio da Rastello (826 m), frazione del Comune di Roccaforte Mondovì. Dal concentrico ha inizio quello che rimane del tracciato di origini romane, caratterizzato dal fondo in selciato, che ci accompagna per una buona mezz’ora per poi far posto al nuovo tracciato della rotabile che conduce al Pian Marchisa, tramite percorso decisamente diverso da quello originale e che meglio si adatta alle esigenze dei moderni mezzi di trasporto.

Questo nuovo tracciato, su fondo asfaltato per buona parte del percorso, s’inoltra all’interno della Valle Ellero seguendo il torrente e, dopo alcuni tornanti nel bosco di faggi, raggiunge il Ponte Murato (1242 m), ora rivestito a nuovo ma probabilmente di origini romane. Attraversato il torrente, la strada continua a salire sotto l’imponente parete Est della Cima del Carso, che ombreggia la via per un buon tratto. Si attraversa la porta di Pian Marchisa (1610 m), costituita da due rocce. Su quella di sinistra è stata posta una lapide in ricordo di due giovani partigiani caduti nel corso della resistenza.

Si attraversa il pianoro adibito a pascoli a pochi passi dal neonato Ellero, ammirando la sua spettacolare uscita dalla montagna: il Pis d’Ele. A poca distanza si scorge il Rifugio C.A.I. Havis de Giorgio, denominato Rifugio Mondovì . Il cammino supera, in dolce salita, gli alpeggi del gias Pracanton, giungendo in vista ravvicinata del Mongioie (2630 m), una delle montagne più conosciute delle Alpi Liguri. Il percorso devia verso destra, attraversando cespugli di “artüsìn”, i rododendri nella parlata locale di radice occitana. Tramite questo sentiero si giunge al Passo delle Saline (2174 m).

Da qui, guardando la Valle Ellero, vediamo il Mongioie, la Cima della Brignola (2472 m) e più in giù la Cima Seirasso (2436 m). Sulla nostra destra, rivolti verso la valle di Carnino, notiamo la Cima delle Saline (2612 m) e la Cima delle Masche (2393 m), in avanti la Cima Pian Ballaur (2604 m) mentre sulla sinistra abbiamo le Rocce del Manco (2292 m e 2312 m). Inizia da qui la discesa sul ripido pendio verso Carnino, territorio del Parco Naturale del Marguareis (ex Parco Alta Valle Pesio e Tanaro). Sul cammino incontriamo la croce in ricordo della morte di Elisabetta Pastorelli, perita di stenti in una notte di tormenta nel 1883, e quindi il Rifugio Ciarlo Bossi (1540 m). In breve tempo raggiungiamo il borgo di Carnino Inferiore (1392 m), transitiamo di fianco alla chiesetta e, su sentiero naturalistico, ideato e mantenuto dal personale del Parco Naturale del Marguareis, si raggiunge la sottostante strada asfaltata. Siamo in Valle del Negrone, un affluente del Fiume Tanaro.

Percorriamo la strada, ricavata nella roccia, ai margini della spettacolare Gola delle Fascette, dove potremo raggiungere il torrente sottostante, il Negrone, che scompare a tratti sottoterra per poi riuscire rumoreggiante. In breve raggiungiamo Upega (1336 m) frazione del Comune di Briga Alta, ancora in provincia di Cuneo, meta della prima tappa

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Seconda tappa

Upega Mendatica

Si riprende il sentiero che, con ripido balzo ai margini del “Bosco negro”, ci porta al Colletto delle Salse (1585 m). Da qui, attraversata la carrozzabile, si percorre la strada sterrata, ricavata in tempi recenti per lo sfruttamento dei boschi, che raggiunge prima l'abitato di Valcona Soprana (1407 m) e quindi il vicino, caratteristico borgo di Valcona Sottana (1235 m). Di fronte a noi scorgiamo la cima del Pizzo Rodolfo (1518 m), che ha preso il nome da Rodolfo II di Borgogna, Re d’Italia attorno all’anno 922. Narrano antichi racconti orali che su questa cima sorgesse un castello che dominava tutte le valli circostanti e che vi fosse una sorgente d’acqua in grado di rifornire sia il castello sia le sottostanti Case Rodolfo e Case Barchei soprano.

Ritornati al XXI secolo, con rapida discesa raggiungiamo il torrente, che si attraversa grazie ad un ponte di legno. Costeggiamo quindi il torrente fino a raggiungere il Ponte Tanarello (1042 m), di origini medioevali, costruzione di notevole pregio e di grande importanza per le antiche vie commerciali e per la transumanza. Nelle vicinanze si trova un altro bel ponte ad arco in pietra, nelle cui vicinanze rimangono tracce di muretti a secco, ora rovinati dalle alluvioni, dove si svolgeva il mercato.

Attraversato il Ponte Tanarello, si prosegue ora in faticosa salita fino a raggiungere la Colla di San Bernardo di Mendatica (1263 m).

Superato l’incrocio davanti all’Hotel Ristorante, si segue un sentiero in costante discesa fino a raggiungere il paese di Mendatica (814 m), crocevia storica per varie ed importanti vie comunicazione come la Via Marenca medioevale (di cui si ha traccia in documenti del 1207), assimilabile ad un’antichissima via di crinale già usata dalle genti liguri prima della colonizzazione romana.

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Terza tappa

Mendatica - San Bernardo di Conio

Si riprende la camminata su strada asfaltata in direzione di Montegrosso Pian Latte, strada che si abbandona dopo qualche centinaio di metri per raggiungere la chiesetta di S.Margherita. A fianco di questa ha inizio il sentiero che ci porta a fiancheggiare le cascate del torrente Arroscia.

Attraversando in faticosa salita il versante boscoso, si raggiunge il borgo di Case Fascei (1256 m), caratteristica struttura di malghe costruite secondo le tradizioni locali.

Superato questo borgo si riprende a risalire il bosco fino a quando ha termine nei pressi della Malga Pian del Latte. Da qui, su carrareccia, si scavalca il “Passo Pian del latte” (1764 m), punto più alto della tappa.

Raggiungiamo l'ampio “Passo Mezzaluna” (1454 m), quindi il “Passo del Pizzo” e ancora il “Passo Teglia”, fino a giungere nei pressi del “Monte Grande” (1418 m), le cui pendici furono teatro di un aspro scontro tra le truppe partigiane e le forze tedesche e fasciste (4-5 settembre 1944).

Con sentiero totalmente in discesa si raggiunge l’abitato di S.Bernardo di Conio (991 m), Comune di Borgomaro, dov’è previsto il termine della tappa.

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Quarta tappa

San Bernardo di Conio - Santo Stefano al Mare

Inizia l’ultima tappa del nostro percorso verso il mare.

Dapprima percorrendo un tratto di rotabile fino al Colle d’Oggia (1167 m), quindi su sentiero che con leggeri saliscendi raggiunge il Passo di Conio (1023 m), il Monte le Ciazze (1088 m), il Passo del Maro (1064 m), il Passo di Villatalla (1094 m) per raggiungere il versante settentrionale del Monte Moro (1184 m).

La natura che ci circonda nel frattempo sta assumendo sempre più l’aspetto tipico del litorale ligure.

Transitati dal Passo delle Tavole (1047 m) si raggiunge il Monte Arbozzaro (1129 m) e si discende fino al Passo di Vena (968 m). Qui il sentiero diventa nuovamente una carrareccia sterrata che ci porta al Passo Bastia (767 m).

Poco oltre si riprende il sentiero e, transitati a fianco del Monte Follia (1031 m), si scende, tra vegetazione di media altezza, alla sottostante piccola Cappella di San Salvatore. Poco dopo si lascia sulla destra la carrareccia che conduce verso Taggia e si prosegue verso il Monte Croce (677 m), ultima cima del percorso.

Da qui, su spettacolare sentiero selciato, si viene ormai attratti dal mare. Raggiunte le case e la Cappella di San Bernardo (389 m), il sentiero attraversa i terrazzamenti di ulivi fino alle prime case del Comune di Pompeiana (200 m), dai caratteristici carruggi tenuti a nuovo. Da questo ridente abitato si percorrono gli ultimi 2 chilometri che ci separano dal mare.

A Santo Stefano al Mare è previsto il termine della nostra traversata.

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