Ente di gestione Aree protette delle Alpi Marittime
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Prima tappa

Alto Tanaro Tour

Si parte dall’abitato di Barchi, frazione di Ormea, ove è possibile trovare parcheggio per l’auto. Oltrepassato il ponte in legno sul fiume Tanaro, in breve, ci si porta al di là della linea ferroviaria (sottopasso) e della statale 28. Da Nasagò si imbocca il sentiero che sale all’abitato di S.Libera e, poco sopra, di S.Giacomo (1 ora/m.859).

Da qui la tappa ripercorre fedelmente la Balconata di Ormea, caratteristico tracciato che permette all’escursionista di rivivere le suggestioni di un paesaggio testimone di antichi vissuti, toccando le numerose borgate che contornano questo versante della valle Tanaro.

Si percorre così la mulattiera che in leggera salita si snoda a mezzacosta fra antichi terrazzamenti in parte ricolonizzati dal bosco, fino alla borgata Vacieu (1 ora e 20 min./m.1020).

Oltre, il sentiero riprende a salire nel castagneto e, dopo due piccoli impluvi, raggiunge la borgata Cariò, ormai abbandonata; dalle ultime case la mulattiera si divide, occorre prendere a destra e percorrere la sterrata verso sinistra fino ad un tornante, da qui verso destra si raggiunge prima il cimitero e di seguito la bellissima chiesa del Santo Sudario ad Albra (2 ore e 10 min./ m.1077).

Da qui in discesa si penetra nel profondo e selvaggio vallone del rio Peisino, passando per alcuni tornanti fino all’impluvio, per poi percorrere un traverso che, su ripido versante, porta alla comoda mulattiera che raggiunge la frazione di Villaro (2 ore e 40 min. /m.1069).

Dalla chiesa del paese si gira a destra, percorrendo un breve tratto della strada comunale e poi su per una mulattiera fra castagni da frutto.

Di seguito, si incontra la borgata Lunghi e il cimitero, per poi riprendere la strada comunale e percorrerla per un tratto fino ad un tornante, ove si svolta a sinistra su sterrata.

Giunti a Case Airole (3 ore/m.1111), si scende su mulattiera, per poi seguire il sentiero fino ad una fontana ed oltre, ad un bivio  a destra in salita, si incontra il pilone votivo delle Caranche che, con la sua insolita volta a botte, può dare riparo in caso di maltempo.

Di qui, si prosegue in salita per poi spianare nei pressi del rio Conche e raggiungere la borgata di Perondo Sottano, per poi arrivare su un panoramico costone roccioso da cui la mulattiera scende fra maestosi castagni fino all’abitato di Valdarmella (4 ore e 10 min./ m.1045).

Dalla strada asfaltata si sale  fino al primo tornante per proseguire su sterrata, poco oltre si scende a sinistra imboccando il sentiero che, su ponte di legno, attraversa il rio Armelia.

Al di là, la salita nel bosco di latifoglie ci porta alla panoramica Colla di Chionea (4 ore e 50 min./m.1223); da qui, si segue la linea di cresta estremamente panoramica, per poi scendere direttamente al rifugio nel paese di Chionea, meta della prima tappa (5 ore/m.1091).

Seconda tappa

Alto Tanaro Tour

Partenza dalla chiesa di Chionea (mt.1100), seguendo le indicazioni nell’abitato  si percorre l’ampia mulattiera che, in falsopiano, porta a Porzirette Sottane e, superate le case, si segue il tratturo di sinistra che, con breve discesa fra splendidi esemplari di castagno, conduce a Case Rian (20 min./m.1095).

Oltre, su un antico ponte in pietra, si supera il rio Chiapino per poi risalire a mezzacosta fino all’abitato di Chiorarira (40 min./m.1097).

Da qui si imbocca a destra la diramazione sterrata per località La Colma; si sale con ampi tornanti fra radure erbose sempre più aperte fino ai ruderi di borgata Coletto.

Oltre il percorso si inoltra in un bel bosco di faggi e, poco sopra, attraversa un pendio con vegetazione sempre più rada fino all’ampia dorsale pascoliva di località Piano della Colma (2 ore e 50 min./m. 1520) ove si incontra la chiesetta di S.Giovanni, provvista di provvidenziale portico.

A questo punto occorre orientarsi  fra le numerose piste, seguendo le tacche segnavia in direzione Sud-Ovest fino ad incrociare l’ampia sterrata che scende all’abitato di Quarzina (3 ore e 30 min./m.1347) ove, all’omonimo rifugio, termina la seconda tappa.

Terza tappa

Alto Tanaro Tour

Dal paese di Quarzina si sale su stradina asfaltata, incrociato un tornante si prosegue su sterrata per case Biranco (20 min./m.1437); ad inizio borgata sulla sinistra parte il sentiero che, dapprima in leggera discesa poi in falsopiano, attraversa antichi terrazzamenti ormai invasi dal bosco fino a borgata Merea (1 ora e 10 min./m.1222).

Da qui una sterrata conduce a Case Fasce (1 ora e 30 min./m.1230) e di seguito, attraversato il rio Borgosozzo, si incontra il bivio che a destra abbandona l’itinerario della Balconata di Ormea.

Raggiunto il suggestivo e panoramico Case Logne (2 ore/m.1290), si sale a Pian della Madonna immergendosi in folti boschi di pino silvestre, fino ad incontrare nuovamente una sterrata in prossimità di Selle Pian del Fo (2 ore e 40 min./m.1412).

Il percorso ora si snoda attraversando i folti boschi di faggio, che fiancheggiano gli opposti versanti del rio Bianco, ed il bel lariceto in prossimità della suggestiva località di Pian dell’Arma (4 ore/m.1480).

Proseguendo a mezzacosta, in leggera salita, si raggiunge l’impluvio del rio Regioso, segnato dalle frequenti slavine che in inverno scendono dai ripidi canaloni del Bric Conoia.

Il sentiero dopo breve salita giunge al vasto e caratteristico Pian Rosso, contornato dal grandioso anfiteatro calcareo delle pareti del Mongioie; qui è ubicato il rifugio Mongioie (5 ore/m. 1550) ove termina la tappa.

Quarta tappa

Alto Tanaro Tour

Questa tappa è in comune sia con il Giro del Marguareis che con il percorso didattico del Parco, numerose bacheche  illustrano le rilevanze faunistiche e le peculiarità di queste zone carsiche.

Lasciato il rifugio Mongioie si percorre il pianoro erboso in direzione Carnino, prendendo poi il sentiero che incide a mezzacosta una antica zona di terrazzamenti.

Si risale con dolci pendenze fino a superare, su un ponte tibetano, la spettacolare sorgente carsica delle Vene (1ora/m.1525), la cui grotta è raggiungibile a breve distanza.

Proseguendo nel bosco di pino silvestre si giunge alla panoramica Colla di Carnino (1 ora e 30 min. mt.1500) e di seguito a Tetti Donzelle (m1540), al cui bivio si svolta a sinistra  scendendo rapidamente al villaggio di Carnino Inferiore (2 ore e 10 min./m.1387), ove c’è la sede operativa del parco con foresteria munita di bar.

 Seguendo la segnaletica, che costeggia il cimitero, si raggiunge la frazione di Carnino Superiore; da qui il percorso  risale graduale il vallone di Carnino con  gli antichi terrazzamenti, coltivati fino agli inizi del 900.

Al  Pian Ciucchea (3 ore e 10 min./m. 1650) si prosegue  diritto fino alla Gola della Chiusetta, da qui ampi pianori glacio carsici conducono alle Celle di Carnino nel Vallone dei Maestri, ove possiamo osservare l’antica torbiera e la suggestiva chiesetta di S.Erim (m. 1904).  

Di seguito si sale con gradualità fino a raggiungere il rifugio Don Barbera (4 ore e 30 min./m.2080) situato poco sotto al Colle dei Signori (m.2107), ampia zona pascoliva al confine con la Francia.

Quinta tappa

Alto Tanaro Tour

Dal Colle dei Signori si percorrono i primi 200 m della strada militare verso Monesi, per poi deviare sull’antica mulattiera  Cannoniera che si inerpica sul fianco di Cima Capoves (m.2260); giungendo ad un piccolo valico è possibile ammirare il forte contrasto geologico, tra gli aspri paesaggi carsici del massiccio del Marguareis e i folti e rigogliosi boschi che caratterizzano le vallate delle Navette.

Il sentiero taglia a mezza costa i ripidi versati Francesi di Cima Pertegà (m.2404) fino a raggiungere il Colle delle Selle Vecchie (min.40/m. 2097).

Da qui si prosegue per un buon tratto sul panoramico spartiacque tra la val Tanaro e la val Roya, guadagnando con dolci pendenze i 2256 m. della cima del Vescovo e di seguito i 2384 di cima di Velega.

In prossimità di quota 2405 la Cannoniera scende a mezzacosta sul versante Italiano del monte Bertrand e, attraversata la pietraia, raggiunge la suggestiva Colla Rossa ( 2 ore e 20 min./m. 2172).

Da quota 2405 proseguendo per cresta è possibile raggiungere in breve  la Cima del Bertrand (1 ora e 40 min./m.2480), da cui si gode una spettacolare vista che a 360 gradi spazia dalla catena Alpina al golfo di Genova e Nizza  prolungandosi fino alla Corsica.

Da colla Rossa il sentiero percorre ora la cresta che, in 40 min. di discesa, porta ad incrociare nuovamente la strada militare in prossimità dei laghetti di Poggio del Lagone (m 1897); l’area di gran fascino, è ancor più incantevole nel periodo di fioritura dei rododendri.

Seguendo le indicazioni, una stradina in lieve discesa conduce a Case Cacciatori (m.1835), oltre il sentiero si inoltra fra alti larici e fitte abetine  dal rigoglioso sottobosco e con rapida discesa si giunge nei pressi della tipica chiesetta alpina di Madonna della Neve (m.1325), a 10 min dal caratteristico borgo di Upega  (5 ore/m. 1280) ove, presso la Locanda, termina la tappa.

Sesta tappa

Alto Tanaro Tour

Da Upega, poco più a valle delle ultime case, si imbocca la stradina che conduce al ponte sul rio, entriamo cosi in Liguria rimanendovi per il resto della tappa.

Oltrepassati due piccoli rii, il sentiero inizia in leggera salita per poi gradualmente aumentare verso la parte finale che conduce alla Colla Bassa; il percorso risulta molto gradevole, ombreggiato com’è dal fitto bosco misto latifoglie e conifere, ricco di biodiversità.

Giungendo alla panoramica Colla Bassa (1 ora e 10 min./m.1549) valichiamo in Val Tanarello, da qui  il sentiero percorre a mezza costa gli assolati pendii del monte Pian Cavallo, fra ampi spazi prativi caratterizzati da grandi esemplari plurisecolari di pino silvestre.

Ora, al bivio per Case Busun (m.1554), inizia la discesa che porta all’antico insediamento di Dova (3 ore e 20 min. / m.1334) con l’ omonima chiesetta e di seguito, dopo un lungo tratto nel fitto bosco, al pratone di Case dell’Isola (4 ore/m. 988).

Da qui verso valle, il percorso coincide per 1,5 Km con la strada sterrata fino al Ponte Schiarante (4 ore e 20 min./m. 951), oltrepassato il quale si prende  il sentiero sulla sinistra per Madonna dei Cancelli.

La salita, inizialmente lieve, dopo il bivio per la Grotta Cornarea si fa decisamente più ripida e, con una lunga serie di tornanti nel lussureggiante bosco di grandi carpini e faggi,  guadagna l’altopiano prativo a Tetti Cornia (5 ore e 20 min./m. 1404) e di seguito alla chiesetta di Madonna dei Cancelli (5 ore e 40 min./m. 1424).

Da qui si percorre la sterrata per poco più di 3 km, giungendo alla Colla dei Boschetti (6 ore e 20 min./m1228) sulla Provinciale N°1, la si attraversa e ci si inserisce sul percorso dell’Alta Via dei Monti Liguri.

Il sentiero prosegue per cresta fino al forte Possanghi per poi, con rapida discesa, giungere al Colle di Nava (m 939); svoltando a sinistra, si percorre la Statale 28 per 8oo m fino a raggiungere l’Hotel Lino (7 ore e 30 min./m.       ), ove termina la tappa.

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