Ente di gestione Aree protette delle Alpi Marittime
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La fauna

La presenza di un patrimonio faunistico ricco e diversificato è indice di elevato livello di biodiversità; in 25 anni di attività il popolamento faunistico del Parco ha avuto un notevole incremento sia in termini di densità delle specie preesistenti (con particolare riferimento agli ungulati) sia in termini di nuove specie reintrodotte (Capriolo e Cervo) o in naturale espansione (Lupo, Picchio nero). Il Camoscio, diffuso su tutta la testata delle Valli Pesio e Tanaro, è presente con alcune centinaia di individui. La presenza del Cinghiale pone non pochi problemi per l’impatto che ha sulle coltivazioni, sulle superfici pascolive e su alcune specie di avifauna nidificante a terra, quali il Gallo forcello che, a seguito della progressiva riduzione degli ambienti idonei alla nidificazione, ha manifestato un certo calo nell’ ultimo ventennio.La ricomparsa di una specie, ormai estinta da quasi un secolo, il Lupo, che ha fatto il suo ritorno in Valle Pesio a partire dalla metà degli anni ‘90 è stata favorita dall’aumento delle presenze di ungulati che costituiscono, insieme al bestiame domestico, in particolare ovini e caprini, la base della sua alimentazione. Altra specie ricomparsa spontaneamente da oltre un decennio è il Picchio nero, che ha trovato nei boschi del Parco idonee condizioni per l’alimentazione e la nidificazione. Sono presenti quasi tutte le specie dell’avifauna alpina: tra i rapaci, ricordiamo l’Aquila, presente con due coppie nidificanti, il Gufo reale, l’Astore, il Biancone. A volte è possibile avvistare l’Avvoltoio degli agnelli, reintrodotto nel vicino Parco Alpi Marittime.

Il Parco ospita camosci, caprioli, cervi, cinghiali. Assai ricca e diversificata è l'avifauna alpina, con il gallo forcello e il picchio nero o rapaci come l'aquila (2coppie nidificanti), il gufo reale, la civetta capogrosso, la civetta nana, l'astore e il biancone. Sul territorio si trovano anche alcune specie di origine artica, i cosiddetti "relitti glaciali" come la lepre variabile, l'ermellino e la pernice bianca. A metà circa degli anni Novanta, dopo quasi un secolo di assenza, il lupo è tornato naturalmente su queste montagne in espansione dall'Appennino, apportando numerosi cambiamenti nell'ecosistema e frenando la crescita sproporzionata degli ungulati.

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Aquila reale Vipera Cinghiale Piccoli di cinghiale Piccolo di capriolo Marmotta

La tutela della fauna

La tutela della fauna ha previsto due principali azioni: di protezione e di reintroduzione. Grazie all'attività di protezione garantita dal servizio di vigilanza dei guardiaparco, in poco più di dieci anni la popolazione di camosci è quasi decuplicata. Parallelamente è stato avviato un processo di reintroduzione delle specie scomparse a causa della caccia e dello sfruttamento eccessivo dei pascoli, come i cervi e i caprioli che oggi sono tornati ad essere abitanti a tutti gli effetti di queste montagne.

Nel 1985 avviene la prima reintroduzione, quella del capriolo, con circa trenta capi. Oggi il capriolo è presente sul territorio fino a 1700 m.

La seconda reintroduzione riporta sulle Alpi Liguri una specie assente da alcuni secoli, ma sicuramente in passato protagonista di queste montagne: il cervo. Alcuni capi vengono introdotti nel 1991 in un'area delimitata del Parco, il "Recinto delle Canavere", dove si riproducono con successo. Oggi alcune decine di soggetti vivono in libertà nell'area protetta.

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Osservatorio faunistico Rilascio di un cervo Rilascio di un cervo Cervo rilasciato nel recinto Osservatorio faunistico Rilascio di un capriolo
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